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CastelloDistesa dalla sommità del colle della Rocca che ne sovrasta l’abitato, giù al pianoro circostante che apre i colli Euganei alla pianura, Monselice si presenta come città antica di secoli ma splendida come una fanciulla. Dapprima importante centro longobardo, in virtù della sua eccellente posizione strategica al confluire di frequentate rotte commerciali, diviene – dopo la parentesi ezzeliniana – camera speciale imperiale nel 1278, per volontà dell’imperatore Federico II. Monselice guadagna grandi privilegi, quali solo una città libera poteva avere, e consistenti ricchezze, che ne permisero l’ampliamento della già esistente cinta muraria e la costruzione della pieve di Santa Giustina, l’antico Duomo di Monselice, in cui risiedette, quale canonico, il poeta Francesco Petrarca, preceduto da Guido Guinizzelli. Con la successiva dominazione della Serenissima, che qui si instaurò nel 1405, la città continuò a essere arricchita di importanti monumenti, quali le ville Duodo, Contarini e Nani, acquisendo quel particolare aspetto esteriore in bilico tra le esigenze militari dell’età medievale e la raffinatezza della cultura veneziana, la cui migliore esemplificazione è rappresentata nel Castello possente dado di trachite, eletto a residenza dalla famiglia dei Marcello. Quest’edificio divenne poi proprietà del conte Vittorio Cini il quale, affidatone il restauro complessivo all’architetto Nino Barbantini, lo trasformò in un museo ispirato non a una mera catalogazione di “articoli” ma a ricreare un ambiente che potesse idealmente riportare il visitatore indietro nel tempo. Tanto splendida divenne Monselice che, a qualcuno, venne l’idea di emulare Roma; i nobili veneziani Duodo commissionarono a Vincenzo Scamozzi la costruzione, tra il 1605 e il 1615, di un santuario, quello delle Sette Chiese, dove il pellegrinaggio concedesse le stesse indulgenze accordate ai devoti che si recavano in visita alle sette basiliche maggiori di Roma. Nel non distante santuario di San Giorgio sarebbero conservate le spoglie di San Valentino e il giorno della sua commemorazione, il 14 febbraio, ha qui il suo culmine con la benedizione delle “chiavette d’oro”. Il ricordo del glorioso passato cittadino permane ancora forte: a settembre la giostra della Rocca precipita la città in un’atmosfera medievaleggiante, che culmina con la competizione in abiti storici.
Santuario di San Giorgio

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