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Le rocche costruite per ordine degli scaligeri orlano il territorio dell’Est veronese, in un prezioso pizzo di mura in bilico tra monti, colline e pianura. È solo un passaggio del secolare attaccamento della vita a queste terre accoglienti per clima e paesaggi. Milioni di anni fa il mare sommergeva tutto e numerosi pesci tropicali hanno trovato il loro ultimo giaciglio sui fondali di un tempo, regalandoci oggi i fossili della Lessinia celebri in tutto il mondo. Le valli pedemontane – come quelle disegnate dai fiumi Illasi e Alpone – hanno accolto civiltà preistoriche. I romani vi hanno portato le vigne, che in autunno, dopo aver regalato il loro prezioso frutto, macchiano d’infiniti colori i colli, preannunciando alla vista, quello che sarà il sapore del vino. Piccoli e meno piccoli centri di grande fascino conservano ancora gelosamente il loro retaggio di storia e tradizione: Albaredo d’Adige, con le rive dell’antico Athesis che ne lambiscono l’abitato; Arcole con la preziosa chiesa di San Michele, uno dei più pregevoli documenti romanici della pianura e il museo napoleonico; Badia Calavena, nata come una fenice sulle ceneri di un’antica abbazia benedettina poi in rovina; Cazzano di Tramigna, con le antichissime chiese di San Pietro (XII sec.) e di San Felice (IX-X sec.) che serba gli affreschi del Maestro Cicogna; Colognola ai Colli, il cui centro è costellato di antichi e severi palazzi come di ville signorili; Montecchia di Crosara, sede storica della celebre battaglia della Bastia dove i veneziani ebbero la meglio sulle armate viscontee; Illasi, con la grandiosa mole di villa Carlotti, che nasconde sorprendenti capolavori nella sua sagrestia; Mezzane di Sotto con le sue ville settecentesche e la palladiana villa della Torre del ‘600; San Giovanni Ilarione, incoronata dai monti Lessini e custode della sua bella chiesa Parrocchiale opera di Bartolomeo Giuliari; Monteforte d’Alpone, antichissimo castello istituito nel X secolo come difesa alle scorribande degli Ungari; Roncà, dove nel 1303 si stanziò una colonia tedesca e trova oggi fama per la produzione del Lessin Durello; Ronco all’Adige, castrum del X secolo a presidio del fiume e poi centro della Signoria dei Sambonifacio; Selva di Progno, nell’antica terra dei Cimbri, con la bellissima scultura lignea policroma e dorata del XVIII secolo nella sagrestia della sua chiesa Parrocchiale; Tregnago, principale centro della Val d’Illasi, riccata di palazzi e chiese affrescate; Vestenanova, che ospita a Bolca l’importantissimo museo dei fossili e che conserva l’imponente chiesa ottocentesca, di forme neoclassiche, eretta su di una terrazza a dominio della valle. Piccole perle per comporre una preziosa collana.
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